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B_NORM    
view post Posted on 15/11/2008, 14:18 by: FilosofoP_QUOTE
CITAZIONE
La Spagna riduce i costi della politica, l’Italia li aumenta

pubblicato da marco paganini


Il tema dei costi della politica, apparentemente andato fuori moda dopo le ultime elezioni, torna carsicamente di attualità, anche se quasi esclusivamente per iniziativa degli autori de La Casta, Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo.

Ed infatti sono proprio loro, sul Corriere, a riportare un’altra buona notizia sui costi della politica, ma di quella spagnola. Gli iberici hanno infatti deciso, come risposta alla crisi che colpisce anche l’economia di quel paese, di ridurre i fondi a disposizione dei partiti, tagliando 17 milioni di euro da quel capitolo di spesa. Di conseguenza lo stanziamento deciso dalla legge di bilancio per il 2009 sarà di 119 milioni di euro, contro i 295 che verranno devoluti alla causa in Italia.

Come se il confronto non fosse già abbastanza umiliante per il nostro Paese, Stella e Rizzo ricordano che ogni deputato spagnolo costa alla collettività, tra affitti e stipendio dei commessi, segreterie e spese di rappresentanza, 281 mila euro, mentre ogni italiano costa 1 milione e 630 mila. L’indennità dei parlamentari spagnoli è identica per tutti: 3.020,79 euro al mese. Cifra alla quale vanno sommati 1.762,18 euro mensili per i deputati con residenza fuori da Madrid ridotti a 841,12 per gli eletti nella capitale. A un collega italiano spetta una indennità di 11.703 euro lordi al mese più 4.003 euro di diaria più 4.190 euro per il «portaborse» (se vuole prenderne uno e pagarlo, sennò può mettersi il denaro in tasca) per un totale di 19.896 euro lordi al mese: netti sono 13.709,69 euro. Più 3.098 euro l’anno per le spese telefoniche.

Mentre gli spagnoli tagliano gli italiani continuano ad aumentare le spese: non dello 0.5% annunciato ma del 5.6%, che corrisponde circa a 100 milioni di euro.

Tutti numeri familiari a coloro che hanno letto La Casta e che sono stati ribaditi anche durante l’ultima puntata di Anno Zero. Numeri che però è sempre opportuno ripetere, visto che nessuno, a parte forse l’Italia dei valori, sembra avere interesse a modificare.

Tags: Politica

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Last Post by: Filosofo (15/11/2008, 14:18)
 

B_NORM    
view post Posted on 5/11/2008, 16:16 by: FilosofoP_QUOTE
E così alla fine ce l'ha fatta. Gli Uolteriani esultano, nn capendo che i Democratici non sono la sinistra italiana, ma un partito non troppo distante dai repubblicani, ciò che li differenziano son scelte economiche e piani strategici per l'andamento del paese, qua in italia siam ofermi da 20 anni alle solite ideologie.
Dove rimani in poltrona vita natural durante, in USA le carriere politiche so nbrevi, e il ricambio generazionale è d'obbligo.

Sinceramente per l'italia Obama o McCain poco cambiava, visto che nn ci cambierà molto.
Il problema difatti è la nostra classe politica, fatta di vecchi, ladri, mafiosi, e falsi idealisti. Sia a destra che a sinistra, Comunist, PD, PDl, IdV, Lega Nord... tutti vecchi, e sempre gli stessi. Una vergogna.

Merkel, Sarkozy, Zapatero e Obama son la generazione...? Qua chi abbiamo? Il berlusca da un lato, e un comunista rivisitato qual'è Uolter.

image image



CITAZIONE
Secondo Jennifer Clark (Italian Bureau Chief, Dow Jones Newswires), intervenuta nel corso di un dibattito qui a Le Banque con, tra gli altri, il sociologo Stefano Draghi e il console USA William Gill:

Le aspettative degli italiani su Obama sono esagerate. Se dovesse vincere lui gli USA cambieranno, ma non diventeranno degli “Stati Uniti d’Europa”. Diventeranno più multilateralisti, ma non smetteranno di essere quella superpotenza egemonica che sono sempre stati. In particolare le aspettative di chi in Italia vede in una possibile vittoria di Obama una speranza per una svolta a sinistra anche nel Belpaese rischiano di andare deluse.

Tags: Politica, USA

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Last Post by: Filosofo (5/11/2008, 16:16)
 

B_NORM    
view post Posted on 1/11/2008, 10:57 by: FilosofoP_QUOTE
Decreto Gelmini... :ph34r:


CITAZIONE
Università: la Stampa, in arrivo un nuovo Ddl Gelmini

Il Ministro Gelmini ha dichiarato di voler presentare entro i prossimi giorni un nuovo Decreto che riguarderà in modo specifico le università. In un servizio pubblicato dal quotidiano la Stampa si indicano i possibili temi che saranno oggetto del nuovo ddl a cui starebbe lavorando il ministero. Stop ai concorsi e divieto di assumere parenti in ateneo. Ma non solo. Sull'eccesso di facolta' esistenti nel nostro Paese potrebbe essere rivista anche "la rete" delle 320 sedi distaccate, quindi puntare ad una "gestione finanziaria responsabile e mettere in piedi un criterio di valutazione che premi le universita' migliori e distribuisca i fondi con questo criterio". Secondo quanto riferisce il noto quotidiano "a questo provvedimento potrebbero seguirne anche altri in materia di ricerca. L'obiettivo, caldeggiato da molti all'interno del Pdl, sarebbe quello di arrivare all'abolizione del valore legale del titolo di studio per favorire una concorrenza tra le universita', tutta fondata sulla qualita' e sul merito". A quanto pare si ipotizza il blocco del megaconcorso gia' in atto che sistemerebbe baroni e baronetti mettendo per anni "un tappo sul turn over, a tutto danno dei giovani. Si dovrebbe mettere fine anche alla parentopoli infinita che alligna nei nostri atenei, ai corsi di laurea pletorici frequentati da quattro gatti, alla finanza allegra che governa i bilanci di molti atenei, alla rete delle sedi universitarie piccole, costose e disseminate sotto ogni campanile". Queste a altre norme, scrive ancora "La Stampa" saranno contenute in un disegno di legge su cui sta lavorando l'ufficio legislativo di viale Trastevere, ma il cui criterio ispiratore, come riferiscono fonti parlamentari resta quello che il Ministro Gelmini si diede anche per la scuola a suo tempo: "La scuola - disse parlando la prima volta alla Commissione Istruzione della Camera - ha bisogno di cambiamenti, non di riforme".
"E anche nel caso dell'universita', quindi, non si trattera' -prosegue il quotidiano- di una riforma palingenetica, ma di aggiustamenti che dovrebbero sanare alcuni problemi, cui la Gelmini stessa aveva fatto riferimento gia' il 24 ottobre scorso, parlando a palazzo Chigi, quando disse che avevamo troppe universita', troppi corsi di laurea, troppe materie con il risultato finale di avere meno laureati del Cile [...] A questo ddl il ministro sta lavorando da prima dell'estate, praticamente da...

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Tags: Politica, Scuola, Università

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